manifestazione "BEATO BERNARDO"
LE IMMAGINI DELLA MANIFESTAZIONE

Pastori con il loro gregge, pescatori con le loro reti e qualche pesce, sarte intente a rammendare e ricamare mentre alla fresca ombra delle loro case si riparano dalla calura estiva si confidano amori e dolori. Potrebbe essere stato questo lo scenario che il cavaliere Bernardo, nobile tedesco, vide al suo arrivo a Moncalieri nel luglio del 1458. Non si può immaginare quale impressione ne ricavò, in quanto era allo stremo delle forze a causa della peste contratta a Genova. I tentativi di curarlo si rivelarono inutili e pochi giorni dopo il giovane uomo morì. Proprio da qui ha inizio la rievocazione storica che sabato 12 luglio si è svolta a Moncalieri per la sedicesima volta come momento più intenso del fitto programma di celebrazioni in onore del Patrono di Moncalieri, organizzate dalla Società di patronato Beato Bernardo. L'iniziativa ha una dimensione internazionale garantita dalla presenza di una folta delegazione di cittadini provenienti dalla città gemella di Baden Baden (giunti a Moncalieri venerdì mattina e ricevuti ufficialmente in Comune dal Sindaco Lorenzo Bonardi, dal vice Sindaco Modesto Pucci e dal Presidente del Consiglio comunale Enzo Quattrocchi. Hanno presenziato alla rievocazione storica moncalierese anche una delegazione greca di Argiroupoli e una cecoslavacca di Carlovy Vary.
Per consentire la Processione il centro storico di Moncalieri e il quartiere di Borgo Aje cambiano volto; piazza Vittorio Emanuele, le vie attigue e strada Genova sono completamente chiuse al traffico e popolate da personaggi in abiti e calzature del medioevo. Infatti proprio in quel periodo storico si colloca la nascita del rapporto tra Moncalieri e il cavaliere Bernardo, di passaggio per le crociate contro gli infedeli d'Oriente, e quindi nel XV secolo viene ambientata la rievocazione storica, che è incentrata sul clamoroso decesso del Beato e sul rito funebre che ne è seguito. Indubbiamente la morte di quel personaggio eccellente fu un fatto clamoroso ed è facile immaginare che in quei giorni a Moncalieri non si parlasse d'altro e che le scarse notizie sul cavaliere alimentassero anche la fantasia e facessero crescere la curiosità soprattutto tra il popolo. Le casate nobiliari, i notabili del posto e gli ordini religiosi invece dovettero farsi carico dei funerali, preoccupandosi di renderli più solenni possibile, in considerazione del rango di Bernardo, che era figlio del Margravio di Baden Baden. La manifestazione ha inizio con l'arrivo sulla piazza del Conte Duch, seguito dai Panissera, dai Cavoretto e dai Mobello, ognuno dei quali è attorniato dal proprio stuolo e dagli uomini d'arme. Contemporaneamente escono dai loro conventi i frati dei diversi ordini, primi di tutti i "poverelli" di San Francesco, nella cui struttura si spense il cavaliere germanico. In mesto silenzio entrano nella Collegiata Santa Maria della Scala dove si trova il feretro (scena curata da Pina e Rosanna Villata). Sulla piazza Vittorio artigiani e commercianti approfittano dell'occasione per allestire un mercato (responsabile Marina Crivello) nel quale espongono e vendono i loro prodotti; invece solo al calar delle tenebre e quindi terminato il lavoro, giungono pastori, agricoltori, pescatori e massaie con i loro bambini per rendere l'estremo omaggio al giovane Bernardo. Il movimento di questi numerosissimi figuranti è coordinato da: Carlo Portelli, Michele Muratore, Gino Rossato, Angelo Bauducco, Gianfranco Veglio e Mario Villata, che ha anche il compito di seguire la Croce nel corso della Processione. La voce narrante fuori campo è dell'attore Fabrizio Scarpa; mentre l'ideazione e la regia generale dell'evento sono come sempre di Piero Vacchio. Dopo il frenetico andirivieni, calerà il silenzio e le campane emetteranno grevi rintocchi, tra la folla riuse a farsi largo un disabile, tale Cordero, che alla vista del feretro riacquista l'uso delle gambe. E' la rappresentazione del primo dei 67 miracoli, che gli studiosi attribuiscono al Patrono di Moncalieri. Dopo l'uscita dell'urna (i cui spostamenti sono diretti da Dario Losi e Gianni Basso) l'iniziativa modifica profondamente la propria natura, trasformandosi in una solenne processione religiosa, con preghiere e lodi rivolte al patrono. Dopo un ampio giro della piazza il mesto corteo imboccherà via Santa Croce. Lungo il percorso la sacra teca fa tappa di fronte ad alcune stazioni, che propongono personaggi e situazioni del XV secolo. All'ingresso dell'omonima chiesa e allestita la "Scena dell'Erboristeria", animata dal gruppo che fa capo a Francesca Arnaudo. Al termine di viale Porta Piacentina Fabio Zeccinato e un drappello di armigeri ricostruiscono un accampamento militare in stile medievale. In piazza Failla i panettieri guidati da Bruno Chiricosta impastano e sfornano fumanti pagnotte e ghiottinerie assortite. C'è poi la riproposizione della caduta da cavallo del cavaliere Bernardo, avvenuta all'incocrocio tra le strade Genova e Villastellone, dove sino agli anni '60 sorgeva una caratteristica Cappella a lui dedicata. Quindi l'epilogo sul piazzale della parrocchia di Borgo Aje, con una breve omelia del parrocco Marco Varello, che impartirà poi la benedizione a tutti i presenti. La festa in onore del patrono prosegue nelle giornate di domenica 13 luglio con una Messa solenne nella parrocchia Beato Bernardo e con una maxigrigliata serale. Martedì 15 luglio, giorno canonico della Festa Patronale, alle 21 viene Celebrata una Messa solenne nella Collegiata Santa Maria della Scala, seguita da un concerto di musica classica, organizzato dalla Famija Moncalereisa. Alle 23,15 gran finale con uno scoppiettante spettacolo pirotecnico sulle sponde del Po.

 

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